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direttore responsabile _ Giovanni Pasqualino_


 

 

 

 


 

Donato Del Piano

costruttore di organi

L'arte musicale registrò a Catania un notevole sviluppo particolarmente nel 1700, in un periodo durante il quale la ricostruzione della città etnea dopo il terribile terremoto del 1693 fu incentivo per lo sviluppo di arte e cultura. In campo musicale tale rinascita fu dovuta a tre personaggi di grande ingegno, due musicisti e un costruttore d'organi. Il primo fu Giuseppe Geremia, che dopo avere studiato al Conservatorio di Santa Maria di Loreto a Napoli ritornò, finiti i suoi studi ed il suo apprendistato, nella città natale per finirvi i suoi giorni nel 1814; il secondo fu Vincenzo Tobia Bellini, nato a Torricella Peligna in provincia di Chieti, che dopo avere studiato al Conservatorio napoletano di Sant' Onofrio a Capuana si trasferì a Catania dove diede inizio a una stirpe di musicisti, il cui più fulgido diamante sarà suo nipote Vincenzo, l'immortale autore di Sonnambula e Norma, e infine il terzo fu l'organaro Donato De Piano, nato a Grumo Nevano, nei pressi di Napoli, il 7 settembre del 1704 e morto a Catania nel 1785.

Da qualche settimana, proprio da Grumo Nevano, mi è giunto in dono dal mio caro amico e raffinato critico musicale Lorenzo Fiorito il volume di Franco Pezzella Donato Del Piano, homo virtuosissimo di far organi e cimbali edito dall'Istituto di Studi Atellani. L'interessante volume ricostruisce in modo accurato e preciso non solo la biografia del valente organaro campano ma anche la sua perizia di costruttore di organi, dei quali l'intera regione siciliana può vantarsi di possedere i modelli più esteticamente pregiati e più efficienti da un punto di vista meccanico e di effetti sonori.

Donato del Piano si trasferì in Sicilia e precisamente a Siracusa nell'anno 1725, con il fratello maggiore Giuseppe, per costruire organi e per restaurare, su invito del maestro di cappella napoletano Giuseppe Gennari, il seicentesco organo della Cattedrale della città aretusea, anche se, come sottolinea in modo pertinente l'autore: «Molto più verosimilmente, però, il trasferimento dei fratelli Dal Piano è da collegare anche alla massiccia richiesta di manodopera, di artigiani e di artisti napoletani resasi indispensabile per eseguire i lavori di ricostruzione susseguenti al terremoto dell'11 gennaio del 1693 che aveva colpito il Valdemone e il Val di Noto distruggendo diverse chiese di Catania, Siracusa e dei paesi del circondario». Uno dei primi organi realizzato dai due fratelli fu quello di Ferla, nella Chiesa di San Giacomo Maggiore, seguito da quello di Giarratana (Ragusa) nella Chiesa di Maria SS. Annunziata e da quello della Chiesa di S. Pietro a Modica. A un certo punto però del fratello Giuseppe si perdono le tracce e non si sa di preciso se abbia fattoritorno a Nevano o se morì in Sicilia.

Dal 1730 al 1733 Donato Del Piano fu molto attivo nell' arcipelago maltese dove costruì vari organi. Poi fino al 1739 si perdono le sue tracce per un periodo di un lustro, durante il quale, come congettura Franco Pezzella «è ipotizzabile che egli lo abbia trascorso all'interno delle mura del convento benedettino di Licodia Ubea per prepararsi ad abbracciare gli ordini secolari; scelta che avrebbe poi operato più tardi, presumibilmente nei primi anni quaranta, e comunque anteriormente al 1745 quando per la prima volta è indicato nei documenti come sacerdote». Nel settembre del 1739 Donato Del Piano sembra riemergere dalla sua lunga assenza, così come viene attestato da due contratti, uno con i francescani di Barrafranca per la realizzazione di uno strumento nella Chiesa di S. Alessandro e l'altro con il principe di Scordia e Leonforte, don Ercole Branciforte, per la costruzione di un altro organo per la chiesa madre dello stesso paese dedicata a San Giovanni Battista. Donato Del Piano costruirà altri importanti organi per la Cattedrale di Maria SS. Delle Vittorie di Piazza Armerina, per la Chiesa di San Giovanni Battista a Vittoria (Ragusa), per la Chiesa del SS. Salvatore a Noto (Siracusa), per la Chiesa di S. Lorenzo ad Aidone, per la Chiesa di S. Paolo (Modica).

Ma è all'anno 1755 che risale la prima convenzione per la costruzione del monumentale organo che ornerà la Chiesa del monastero benedettino di San Nicolò l'Arena di Catania, considerato il capolavoro di Donato Del Piano, la cui costruzione si protrasse per circa dodici anni, cioè fino al 1767, con successive modifiche e perfezionamenti che di fatto durarono fino alla morte dell'artista campano, avvenuta nel 1785. Il bravo organista e organaro, per sua espressa volontà, venne sepolto nella cripta della chiesa sottostante la sua più bella e sontuosa creazione e lì i suoi resti mortali riposano ancora dopo più di due secoli.

Il mirabile organo, inaugurato il 17 settembre del 1767 (contava ben 2916 canne), in occasione della festa del SS. Chiodo, fu in seguito oggetto di ammirazione da parte di celebri personalità dell'epoca che ebbero la fortuna di ascoltare il suo avvincente e penetrante suono: Patrick Brydone, Claude Richard de Saint-Non, Thomas Bingham Richards, lo scrittore scozzese John Galt, il poeta tedesco Wolfgang Goethe, lo statista inglese William Ewart Gladstone e altri ancora. Purtroppo dopo il 1866, anno di soppressione del monastero, cominciò la decadenza e l'abbandono dello strumento che subì gli insulti del tempo e degli uomini, fino a che fra il 1998 e il 2000 si ebbe un restauro integrale promosso dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dal Comune di Catania. I lavori di ripristino furono affidati alla ditta organara Mascioni di Azzio (Varese) e durarono fino al 2004.

Vari strumenti di Donato Del Piano rimangono in Sicilia anche a Canicattini Bagni (Chiesa Santa Maria degli Angeli), Sortino (Chiesa dell'Annunziata), Melilli (Chiesa di San Sebastiano), Sortino (Chiesa di S. Giovanni Evangelista), Palermo (Chiesa di San Domenico), Butera (Chiesa di San Tommaso), Petralia Soprana (Chiesa della Madonna di Loreto), Buscemi (Chiesa della Natività di Maria), Regalbuto (Chiesa di San Basilio), Noto (Chiesa di San Nicolò), Catania (Chiesa dell'Immacolata), Monterosso Almo (Chiesa della Madonna Assunta), Sortino (Chiesa di Montevergine), Mirabella Imbaccari (Chiesa di Santa Maria delle Grazie).

Donato Del Piano, oltre che essere un grande artigiano, ebbe elevate doti umane e caritatevoli al punto che i giurati della città di Sortino nel proporre a Cesare Caetani, marchese della cittadina, il suo nominativo così si esprimevano: «...siamo nella necessità di suggerire a Vostra Eccellenza che qui oltre delle chiese che presentemente tengono organo, che l'ultimo è stato fatto nella Chiesa di SS. Maria Annunciata dal R.do Sac. Donato Del Piano, napolitano abitante in Catania, homo virtuosissimo di far organi e cimbali e quel che è più di santa vita, che tutto quello che lucra lo spende a maritare donzelle orfane, ed in altre opere di cristiana pietà».

L'ottima biografia si avvale delle introduzioni del presidente dell'Istituto di Studi Atellani Francesco Montanaro e del sindaco di Grumo Nevano Pietro Chiacchio. Inoltre va anche segnalata l'elegante veste tipografica e il ricco materiale fotografico di cui usufruisce la pubblicazione.

Giovanni Pasqualino

18/9/2017