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direttore responsabile _ Giovanni Pasqualino_


 

 

 

 


 

Piano Concerto Schumann

di Paola Maria Liotta

Il romanzo musicale italiano può considerarsi un genere letterario autonomo? Certo non possiamo né vogliamo rinunciare all'aggettivo musicale che in certo qual modo designa una narrazione ove la musica e il mondo della musica siano fra i protagonisti della vicenda narrata. Certo, in senso molto lato si potrebbe assimilare la narrazione musicale al genere letterario così detto fantastico, proprio perché la musica non agisce sempre sugli aspetti più concreti e pragmatici dell'esistenza ma anche e soprattutto su quelli emotivi, psicologici, passionali, memoriali, nostalgici e talvolta anche perturbanti, immaginati e immaginari.

Inoltre va sottolineato pure che l'arte musicale, non partecipando né del mondo dell'etica né di quello della gnoseologia, non potrà neanche per approssimazione avvicinarsi ai concetti di giustizia o ingiustizia, moralità o immoralità, verità o falsità! Senza peraltro doverci addentrare nei meandri di tortuose teorie estetico-filosofiche né sentendo la necessità di dover ribadire per l'ennesima volta l'autonomia dell'arte e del suo valore o valutazione all'interno della società e delle sue interconnessione con il mondo della cultura e dell'economia.

Il termine romanzo e racconto musicale risulta molto frequente per lo più nella letteratura tedesca, in cui ha una sua ben definita e circostanziata storiografia non solo perché impregna di sé tanta parte della produzione letteraria ma anche perché risulta frutto di profonda e travagliata riflessione filosofica; basterebbe pensare al grande valore attribuito all'arte musicale dalle concezioni filosofiche romantiche e protoromantiche da Schelling a Schopenhauer, da Richard Wagner al giovane Friedrich Nietzsche, fino ad arrivare al 900 nel quale non solo nei racconti ma anche in grandi romanzi musica e musicisti hanno una rilevanza addirittura metafisica come in Das Glassperlenspiel (Il gioco delle perle di vetro) di Hermann Hesse; Fluss ohne Ufer (Fiume senza argini) di Hans Henny Jahn e Doktor Faustus (Dottor Faustus) di Thomas Mann.

Bisogna anche ricordare che al di fuori della cultura tedesca hanno visto la luce gli splendidi racconti di Balzac dedicati alla musica quali Massimilla Doni e Gambara oltre al romanzo di Sienkiewicz Janko il musicista del 1880 ed il romanzo breve di Leone Tolstoj La sonata a Kreutzer del 1889, acuta analisi degli effetti psicologici oscuri e deleteri che talora può esercitare la musica sugli individui. August Strindberg fu anch'egli autore di uno struggente romanzo musicale: Den romantiske klockaren pa Ranö (l'organista romantico di Ranö) così come Vladimir Korolenko scrisse l'altrettanto appassionato racconto Il musicante cieco del 1886.

Gaston Leroux ci ha lasciato con Il fantasma dell'opera, scritto nel 1911, il prototipo del musicista deforme che cerca consolazione nell'amore di una donna e che proprio in tale campo non ha speranze per il suo aspetto ripugnante; la vicenda verrà ripresa in tutto il secolo ventesimo da una gran quantità di films che trassero spunto da questo tema singolare che riecheggia in chiave musicale la favola de La bella e la bestia, però con finale tragico. Come infine non ricordare il ciclopico romanzo Jean Christophe dello scrittore e musicologo francese Romain Rolland, ispirato alla figura di Beethoven, che valse al suo autore il premio Nobel per la letteratura nel 1915.

Da un punto di vista storiografico il romanzo e racconto musicale irrompe in Italia all'interno del romanticismo letterario per sedimentarsi poi con il movimento della Scapigliatura. Fra i precursori dobbiamo menzionare: Francesco Mastriani con il romanzo Il mio cadavere (protagonista è proprio un maestro di musica); Luigi Gualdo con i due pregevoli racconti La canzone di Weber e Allucinazioni; Antonio Ghislanzoni con il romanzo Artisti da teatro, Ferdinando Fontana, i fratelli Camillo e Arrigo Boito e tanti altri che tralasciamo per motivi di spazio.

Il romanzo Piano concerto Schumann (edizioni Il seme bianco) della scrittrice siciliana Paola Maria Liotta si inserisce proprio in questo genere letterario e narra la vicenda umana e artistica di Fiamma Fogliani, giovane pianista italiana di successo che vive con la musica e per la musica. Il regalo di una spinetta d'epoca catapulterà la protagonista in una serie di eventi che si svilupperanno come un piccolo giallo la cui soluzione non sveliamo ai lettori e che avverrà alla fine della narrazione.

Nel frattempo la vita di Fiamma Fogliani scorre fra i tempestosi rapporti con la propria agente, fra singolari ed eccentriche amicizie, fra storie affettive e sentimentali e la preparazione del Concerto per piano e orchestra in la minore op. 54 di Robert Schumann, scritto dal musicista renano per la moglie Clara nel 1841, che dovrà avere luogo in un famoso teatro di Londra.

Paola Maria Liotta, con una scrittura lieve, fluida, scorrevole e coinvolgente, traccia una silhouette psicologica e artistica della protagonista molto significativa, soffermandosi anche su considerazioni estetiche e filosofiche parecchio pertinenti e appropriate sulla musica in generale, sulla musica di Robert Schumann in particolare, evidenziandone anche la profonda e sofferta valenza esistenziale e metafisica. Affiora anche dal delicato e affascinante volume una valida e raffinata competenza musicale che si rivela in modo incoercibile dalle significative e meditate considerazioni sull'arte musicale.

Infine Paola Maia Liotta riesce anche, descrivendo la vita artistica della protagonista del romanzo, a fare affiorare dalla sua elegante ed esuberante narrazione l'intricato e avviluppato rapporto che spesso si crea fra attività artistica e vita vissuta. Tale rapporto è stato colto e sintetizzato in modo congruente da una felice e splendida frase di Honoré de Balzac che così recita: «La musica è un'altra vita nella vita».

Giovanni Pasqualino

26/11/2019