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Per ridere col cuore

Teatro fisico e clownerie in un seminario tenuto da Adriano Aiello

Adriano Aiello in una scena dello spettacolo Il circo.

Presso il Dipartimento di Scienze Umanistiche dell'Università di Catania si è svolto il 7 aprile un interessante seminario, organizzato dalla professoressa Margherita Verdirame, titolare della cattedra di Letteratura Teatrale, dal titolo Teatro fisico e clownerie, tenuto da Adriano Aiello, validissimo clown e attore, allievo del maestro David Larible.

Ben noto al pubblico catanese, sia per aver lavorato con Dario Fo nell'ultima messinscena de Il barbiere di Siviglia al Bellini di Catania, sia per aver interpretaro spettacoli di pregio come Pluto di Aristofane per la regia di Guido Turrisi e Il circo per la regia dello stesso Larible, andati entrambi in scena al Centro Zo di Catania, Adriano Aiello ha intrattenuto con grande competenza l'uditorio, spiegando non solo teoricamente, ma anche con notevole dovizia di esempi tecnici e concreti lo sviluppo del teatro corporeo che, nato con Ducreau ai primi del ‘900, ha rivoluzionato la tecnica teatrale, ponendo al centro della sua didattica appunto l'espressione corporea. Per questa scuola, è l'attore a costituire il teatro, in quanto è lui l'elemento imprescindibile di esso, al di là dal testo e soprattutto in relazione al pubblico; da qui l'esigenza di un dominio totale di corpo, voce, mimica e gestualità, al fine di fornire allo spettatore un esito il più reale e realisticamente perfetto possibile.

Rispetto del pubblico, non si è stancato di ripetere Aiello, evidenziando quindi anche la funzione sociale ed etica del teatro: ecco i grandi meriti del teatro corporeo, che se da un lato richiede un impegno ed una disciplina totali da parte dell'artista, dall'altra lo spinge ad una sorta di empatia col pubblico, vero ed autentico depositario e fruitore finale dell'arte attoriale.

La seconda parte del seminario è stata dedicata alla figura del clown, di cui Aiello ha tracciato un esauriente excursus che lo ha rivelato al pubblico come artista non solo maturo, ma anche dotato di una profonda e critica cultura teatrale. Aiello ha inteso sottolineare soprattutto che il sentimento che muove e deve muovere il clown è l'amore inteso anche come volontà di far sgorgare una risata che nasca spontanea dal cuore, una risata che possa far star meglio, aiutare a vivere, e dunque anche contribuire a migliorare i rapporti sociali.

Affabulatorio e coinvolgente, nel suo lungo intervento Aiello ha offerto più e più volte saggi della sua bravura, svelando nel contempo piccole regole che aiutano a comprendere il delicato meccanismo del recitare: una lezione di teatro e di vita, fecondo esempio di come gli studi accademici, se affidati a mani esperte e sensibili come quella della Verdirame, possano essere in grado di prevedere ed amplificare le feconde sinergie possibili tra differenti ambiti del sapere, di entusiasmare e coinvolgere gli studenti, stimolandoli al tempo stesso a fruire in modo più organico e cosciente dei fenomeni artistici più diversi.

Giuliana Cutore

11/4/2014

La foto del servizio è di Enrico Sigillo.