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direttore editoriale Giovanni Pasqualino editeoreedito_


 

 

 


 

EDITORIALE

25/7/2017


L'edizione 2017 del

Festival della Valleditria

Nell'edizione 2017 del Festival della Valleditria troveranno spazio due opere significative della tradizione italiana, cioè Altri canti d'Amor di Claudio Monteverdi e l'Orlando furioso di Antonio Vivaldi realizzato in coproduzione con la Fenice di Venezia.

Il direttore musicale del Festival Fabio Luisi proseguirà nel suo personale percorso di approfondimento del Belcanto italiano portando in scena, per la prima volta in epoca moderna, Margherita d'Anjou di Meyerbeer, mentre ai giovani talenti dell'Accademia del Belcanto “Rodolfo Celletti” verrà affidata l'opera workshop Un giorno di regno di Giuseppe Verdi, realizzata in collaborazione con l'Accademia delle Belle Arti di Bari e con il contributo della Fondazione Puglia.

Il Festival proseguirà anche con L'Opera in masseria che metterà in scena Le donne vendicate di Niccolò Piccinni su testo di Alessandro Goldoni, mentre al Chiostro di San Domenico invece verrà rappresentato Gianni Schicchi di Giacomo Puccini, ma in versione cameristica.

È previsto anche il tradizionale Concerto Sinfonico a Palazzo Ducale, un concerto vivaldiano con I Barocchisti di Diego Fasolis e il violino solista di Duilio Galfetti che interpreteranno le Quattro Stagioni di Antonio Vivaldi Ratificano questa quarantatreesima edizione del Festival il convegno di due giornate dedicato a “Rodolfo Celletti – Maestro di scrittura e (censore) di voci” e la mostra documentaria “Amore e Marte – arte, immagini, visioni dalla Magna Grecia al Rinascimento” organizzata in collaborazione con il MarTa, Museo Archeologico di Taranto.

Alberto Triola, direttore artistico della manifestazione ha affermato nel corso della conferenza stampa di presentazione: «È sottile ma abissale il confine che separa tradizione e ripetitività, valorizzazione dell'identità e rifiuto di ciò che non è noi, nostro, noto. Il nostro Festival è tutto tranne che convenzionale e prevedibile. A Martina Franca le idee sono sempre state chiare. Palazzo Ducale si è trasformato nei decenni di storia del Festival nell'epicentro di una rivoluzione pacifica, contro i rischi dell'omologazione e del pregiudizio».

Giovanni Pasqualino

 

 

 

 

 

 

 


La

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