RECENSIONI
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direttore responsabile _ Giovanni Pasqualino_


 

 

 

 


 

Concerto di Manuela Cucuccio e Sehoon Moon

a Trecastagni

Lunedì 23 luglio, nel cortile della Chiesa Madre San Nicola, ha avuto il secondo concerto del Trecastagni International Music Festival organizzato dalla N.A.M.E. (Nova Academia Musica Aetnensis) con la direzione artistica di Carmelo Pappalardo. Lo spettacolo prevedeva l'esibizione del soprano catanese Manuela Cucuccio e del tenore coreano Sehoon Moon, accompagnati al pianoforte dal maestro Stefano Sanfilippo.

Il nutrito programma annunciava i seguenti brani: Ella mi fu rapita da Rigoletto di Verdi, Je veux vivre da Romeo e Juliette di Gounod, Un dì felice, eterea da La Traviata (duetto), Una furtiva lagrima da L'elisir d'amore di Donizetti, Ah, non credea mirati da La Sonnambula di Bellini, i duetti Chiedi all'aura lusinghiera da L'elisir d'amore di Donizetti e Signor né principe da Rigoletto di Verdi nella prima parte. Nella ripresa venivano eseguiti Ma rendi pur contento, Malinconia e Vaga luna di Bellini; Sogno, ĎA vucchella, Marechiare, L'alba separa dalla luce l'ombra e Ideale di Tosti e La danza (duetto) di Rossini.

Manuela Cucuccio ha subito mostrato le sue doti vocali davvero apprezzabili, mettendo in campo una tecnica brillante e sicura, unita a una versatilità spontanea e a tratti parecchio originale. Soffusa e morbida nelle mezze voci, precisa nelle agilità, delicata nel fraseggio, il soprano ha avuto facile ragione di ogni brano evidenziando estrema sicurezza e assoluta nonchalance.

Bene anche Sehoon Moon, tenore dalla conduzione vocale morbida e soffusa, dallo squillo acuto energico ma mai aspro o stridulo. La sua lettura musicale si è rivelata sempre attenta, oculata e ben calibrata sia nelle sonorità che nelle indicazioni espressive e nelle variazioni agogiche delle musiche interpretate.

Bisogna anche evidenziare che nei duetti entrambi i bravi cantanti sono riusciti a creare una significativa, densa e pregnante simbiosi fonica, nella quale nessuno dei due tendeva a prevalere sull'altro, anzi ognuno riusciva a compenetrare e appressarsi in funzionale relazione dialettica coll'altro, consolidandone e potenziandone anzi la prestazione.

Il folto pubblico intervenuto alla gradevole e piacevole performance ha tributato ai due giovani emergenti e valenti interpreti calorosi e vigorosi applausi, ai quali hanno risposto con due celebrati encore del repertorio lirico: Libiamo, libiamo nei lieti calici da La Traviata di Giuseppe Verdi e Musica proibita di Stanislao Gastaldon.

Giovanni Pasqualino

25/7/2018

La foto del servizio è di Giuseppe Tiralosi.