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direttore responsabile _ Giovanni Pasqualino_


 

 

 

 


 

Storia dell'opera italiana vol. 1. Il Seicento, il Settecento

di Fabrizio Dorsi

Viene riproposta ai lettori, questa volta però in due volumi, la Storia dell'opera italiana di Fabrizio Dorsi e Giuseppe Rausa già pubblicata per le edizioni Mondadori nel 2000. Tuttavia non sti tratta di una semplice ristampa, quanto di una nuovo e ampliato rifacimento, che pur mantenendo la medesima impostazione strutturale e lo stesso ductus storico e storiografico, ha dilatato, accresciuto e approfondito i vari contenuti che sono stati ulteriormente revisionati e aggiornati.

Del secondo volume (dall'Ottocento ai giorni nostri) redatto da Giuseppe Rausa avevamo già scritto in una precedente recensione e ne avevamo sottolineato i notevoli pregi, adesso anche del primo (il Seicento ed il Settecento) vogliamo evidenziarne meriti e qualità.

Anche il primo volume di Fabrizio Dorsi, come quello del suo collega Giuseppe Rausa, si avvale di uno stile di scrittura fluido, chiaro, piano e scorrevole, esente comunque da tutte le caratteristiche tipiche delle noiose estensioni che affliggono molti saggi di accademici e docenti universitari, vale a dire tedio, monotonia e linguaggio spesso inutilmente ricercato e pedante, fatto più per sfoggiare erudizione e mettere narcisisticamente in mostra il proprio sapere che per chiarire e vagliare pensieri e concetti.

Viene anche ben approfondita l'interazione dialettica fra la storia sociale e storia politica italiana con il mondo dell'Opera, attuando un metodo d'analisi di storiografia comparata fra letteratura, teatro di prosa, mondo della musica e dello spettacolo in generale. Il volume limita al minimo indispensabile le notizie biografiche sui vari compositori, evidenziando invece l'analisi dei libretti e delle partiture d'opera.

Così Fabrizio Dorsi spiega con abilità e sagacia la nascita dell'opera in musica e ne dipana il suo sviluppo nel corso dei primi due secoli di vita. Egli parte dalle premesse estetiche, drammaturgiche e musicali della Camerata de Bardi e poi attraverso la spiegazione della teoria degli affetti, dell'evoluzione della tecnica del canto e del basso continuo ci fa procedere in un viaggio affascinante che spiega anche in modo congruente la messa in scena degli spettacoli lirici nell'epoca barocca e in quella dei lumi, fornendo anche acute analisi sul sistema produttivo del Sei-Settecento e sulle sue interrelazioni e ricadute sulla struttura sociale e culturale.

Significativa ci è parsa anche la spiegazione della differenza fra le varie tipologie di opera, differenza che si riverbera anche sulla diversa ricezione collettiva. Così opera seria, opera dialettale in musica, opera buffa, intermezzi, opere di mezzo carattere, comédie larmoyante, vengono analizzate anche nel loro rapporto con le varie fasce sociali dell'epoca.

Il volume ha sicuramente un carattere divulgativo ma non per questo risulta superficiale o banale. Anzi notevoli sono le capacità di sintesi sempre essenziali ed efficaci e mai tortuose o afflitte da inutili sbrodolamenti verbali o flemmatiche prolissità argomentative.

La prestigiosa casa editrice Eco di Monza, che vanta la pubblicazione di molti testi significativi in campo musicale, ha dato corpo e vita a questa seconda ristampa, dotandola anche di una elegante veste tipografica.

Giovanni Pasqualino

1/9/2016