RECENSIONI
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direttore responsabile _ Giovanni Pasqualino_


 

 

 

9/4/2016

 

 


 

Giulio Cesare

A baroque Hero

La ricezione del personaggio di Giulio Cesare nel Settecento fu forse alquanto vicina alla sua reale consistenza ed esistenza storica, dipingendolo non solo come eroico, pugnace e volitivo condottiero ma anche e soprattutto come uomo equilibrato, mite e temperante e comunque lontano dalla successiva interpretazione storica che lo vorrebbe autoritario dittatore caduto giustamente vittima della congiura ordita da Bruto e Cassio. Congiura interpretata come coraggiosa, strenua ed estrema difesa degli antichi e puri ideali repubblicani, posta in atto per annientare il futuro despota e reale fondatore dell'impero romano.

Giulio Cesare nell'opera barocca sarà sempre un personaggio dal carattere dialettico, nel quale la forza d'animo e possanza del militare si commisurano spesso con la dignità, compostezza e decoro della persona. Come giustamente commenta nel suo libretto-guida al CD Giulio Cesare, a baroque hero, la musicologa Valentina Anzani : «Una duplicità di cui i castrati, con la loro voce acuta in corpo di uomo, erano percepiti come ideale incarnazione. Una duplicità e una fascinazione che oggi, nel tentativo di applicare una prassi storicamente informata che offra una ricostruzione sia acusticamente, sia visivamente valida, può essere riportata in vita dal controtenore».

Il disco da poco pubblicato da Glossa, in una elegante e raffinata veste tipografica, propone dodici brani tratti da altrettante opere barocche dedicate al comandante latino interpretate dal controtenore Raffaele Pe: Va tacito e nascosto, Sono nata a lagrimar e Al lampo dell'armi dal Giulio Cesare in Egitto di George Friederic Händel; Saprò d'ogn'alma audace e Rasserena i mesti rai da La morte di Cesare di Francesco Bianchi; Il cor che sdegnato e Bella tel dica amore dal Cesare in Egitto di Geminiano Giacomelli; Spargi omai di dolce oblio e Tergi le belle lagrime dal Cesare in Egitto di Niccolò Piccinni; Sdegnoso turbine e Non temer! Non vo' lasciarti dal Giulio Cesare di Carlo Francesco Pollarolo e infine Scherza infida da Ariodante di Händel.

Raffaele Pe evidenzia una tecnica vocale sicura, ben strutturata e raffinata, attraverso la quale riesce a mettere in moto il mondo emotivo e affettivo dell'ascoltatore. Dizione chiara e pulita, accorta conduzione del fraseggio, sicurezza e musicalità nella realizzazione degli abbellimenti riescono a fare emergere la suggestività di brani scelti con grande attenzione e accortezza, attraverso i quali l'artista riesce mostra il suggestivo e luminoso smalto della sua vocalità.

Efficaci, misurati e precisi gli interventi dell'elegante compagine strumentale La lira di Orfeo diretta da Luca Giardini che si avvale di validi e affermati strumentisti: Paolo Perrone, Yayoi Masuda, Laura Camuzzi (violini primi), Claudia Combs, Giorgio Tosi, Matilde Tosetti (violini secondi), Valentina Soncini, Massimo Percivaldi (viole), Antonio Papetti (cello), Alberto Lo Gatto (contrabasso), Giovanni Battista Graziadio (fagotto), Rei Ishizaka, Federica Inzoli (oboi), Alessandro Danebian, Dimer Maccaferri (corni), Giangiacomo Pinardi (tiorba), Chiara Granta (arpa), Davide Pozzi (clavicembalo).

Giovanni Pasqualino

11/11/2018