RECENSIONI
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Barcellona

Nuova ripresa de La fille du régiment

Sempre nell'ormai giustamente celebre allestimento per la regia e costumi di Laurent Pelly con la fondamentale collaborazione di Natalie Dessay nel ruolo di Marie (ma che qui invece, oimé, era in altre mani e corde vocali) il titolo è tornato questa volta per un altro grande tenore, anch'esso latinoamericano, Javier Camarena, che da solo avrebbe giustificato la scelta, altrimenti non si capisce una ripresa di questo simpatico titolo quando ce ne sono tanti altri di Donizetti che aspettano da anni un'opportunità prima o seconda e molto più importanti. Il grande cantante doveva concedere la ripetizione a scena aperta della sua grande aria dei nove do ma, anche se stupendo qui e in tutti gli altri passi riservatigli dall'autore, personalmente avrei preferito sentire una seconda volta la romanza del secondo atto, una dimostrazione totale e perfetta della sua padronanza di tutte le non poche richieste dello stile belcantistico, a parte la belleza e salute della voce e una simpatia naturale che non ha bisogno di strafare per imporsi....

Se tutti gli altri elementi contribuivano al buon esito della serata, nessuno arrivava al suo livello.

Giuseppe Finzi concertava bene un'orchestra ben preparata e un coro molto motivato scenicamente e inappuntabile nel canto istruito come al solito da Conxita García. La messinscena di Pelly non ha fatto una piega e fa sempre piacere apprezzarla con i suoi nuovi dialoghi e la sua volontà di amabile critica e di far vedere quanto hanno di marionette questi personaggi che proprio tali non sono. Su quest'ultimo aspetto insisteva forse troppo la protagonista, un'eccellente Sabina Puértolas, piuttosto una soubrette che non una liricoleggera, ma capace di superare quasi sempre gli ostacoli che le poteva presentare questa Marie, particolarmente nei momenti più intimi o patetici, come sono appunto i suoi due assoli. Molto bravo il Sulpice di Simone Alberghini e notevole la comica Marchesa di Ewa Podlès, che in questa fase della sua lunga carriera dovrebbe forse limitarsi a questo tipo di ruoli. Corretti i comprimari, in particolare il caporale di Carlos Daza. Come al solito in questo allestimento il ruolo paralto della Duchessa di Crakentorp veniva affidato a una nota figura teatrale, sia teatro lirico o di prosa, in questo caso Bibiana Fernández, che, anche come al solito, ne dava un'interpretazione assolutamente sopra le righe con l'approvazione del folto pubblico che decretava un grande successo per tutti, ma ovviamente soprattutto per Camarena.

Jorge Binaghi

19/5/2017

La foto del servizio è di Antonio Bofill.