RECENSIONI
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Barcellona

Haendel in forma di concerto

Che le programmazioni dei teatri dipendano da motivi molto vari lo dimostra quest'Agrippina che si deve a un tour di Joyce DiDonato qui molto amata e Il Pomo d'Oro diretto da Maxim Emelynaychev (anche al clavicembalo) con una compagnia che ha avuto, come al solito, qualche sostituzione. Così, un'opera inedita al Liceu fino a sei anni fa si ripete adesso con una sola recita molto seguita (ma la sala non traboccava) e con molto successo dopo alcune arie (non tutte e non tutte quelle che meritavano l'applauso) e alla fine di quasi quattro ore di musica meravigliosa non si sa per quali criteri questa è un'opera bella MA lunga e, per esempio, Parsifal, è solo MERAVIGLIOSA. Personalmente mi è molto più lieve un titolo di Haendel che non alcuni di Wagner, ma tant'è

L'orchestra aveva già qui accompagnato il noto mezzosoprano in un concerto di arie, ma un'opera di queste dimensioni, e meriti musicali, forse è un po' troppo almeno ancora per loro. Tutto suonava diligente, ma piatto, e per quanto riguarda gli attacchi non uno solo dei pochi momenti all'unisono era davvero all'unisono.

La DiDonato è stata una protagonista molto brava da ogni punto di vista. Qualche acuto era alquanto teso, ma la tessitura le sta benissimo, e la sua forma di capire il personaggio tutti, anche con partitura in mano, interagivano secondo una precisa messa in spazio mi risulta simpatica ma un po' riduttiva: infine questa è un'imperatrice e non solo una dama della grande borghesia o dell'aristocrazia che medita vendette e stratagemmi in una serie televisiva confezionata negli Stati Uniti del Nordamerica. Franco Fagioli era un Nerone impagabile, grandissimo vocalmente ma anche come interprete, e la sua ultima aria un esempio anche scenico. Luca Pisaroni cantava bene ma non è un basso e Claudio ne ha bisogno. Non può essere che Pallante (Andrea Mastroni), importante ma minore, abbia più voce di basso dell'imperatore. Una delle sostituzioni era la Poppea di Elsa Benoit: molto corretta e poco più non è un ruolo solo di soubrette a meno che non si sia una Sciutti. Molto bene anche Carlo Vistoli nella parte non troppo impegnativa di Narciso. Personaggio molto secondario, Lesbo, il confidente di Claudio, veniva servito bene da Biagio Pizzuti. Ottone (e anche Giunone secondo il programma ma io non l'ho nè visto nè sentito) era il controtenore catalano Xavier Sabata, anch'esso non presentito quando si è data a conoscere la stagione. Ha un buon numero di fans ed è indubbiamente bravo attore e sa dire bene, conosce anche lo stile, ma la voce è molto modesta in volume, qualità ed estensione, e il suo Ottone era decisamente il punto debole della compagnia e soffriva anche nei confronti per chi se lo ricordava di un Daniels declinante ma ancora bravissimo sei anni fa...

Jorge Binaghi

20/5/2019

La foto del servizio è di Antonio Bofill.