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direttore responsabile _ Giovanni Pasqualino_


 

 

 

 


Giacomo Sacchero

nel 150° anniversario della morte

Giacomo Sacchero nacque a Catania da Luigi Sacchero e Giuseppa Zappalà il 14 gennaio 1813 e nello stesso giorno venne battezzato, come risulta dal documento di battesimo giacente presso la Curia Arcivescovile di Catania, nella chiesa di S. Gaetano alla Marina, con i nomi Giacomo, Carmelo, Francesco di Paola, celebrante il sacerdote Giuseppe Geraci.

Lo stesso anno di nascita di Giuseppe Verdi e Richard Wagner Catania vede quella di un illustre letterato e librettista che avrà un peso non indifferente nella storia della musica italiana ma che avvenimenti poco fortunati, la modestia del suo carattere e la discontinuità della produzione porteranno ad un ingiusto ed immeritato oblio. Dopo una formazione letteraria nella città d'origine, soggiornò nel nord Italia, risiedendo soprattutto a Milano dove visse per anni scrivendo libretti d'opera e articoli per i giornali. Produsse più di venti libretti d'Opera e ricordiamo che solo al Teatro La Scala di Milano furono rappresentate nel 1841 Corrado d'Altamura per la musica di Federico Ricci e Margherita di York per la musica di Alessandro Nini; nel 1842 Vallombra e Odalisa per gli stessi due compositori; nel 1844 Caterina Cornaro per Gaetano Donizetti, L'Ebrea per Giovanni Pacini, I Luna e i Perollo per Pasquale Bona, nel 1845 I Burgravi per Matteo Salvi.

Nel 1848 partecipò all'insurrezione delle 5 Giornate di Milano contro il regime austriaco, che purtroppo finirono in un'amara disfatta per gli italiani e a motivo dei suoi sentimenti patriottici prese allora la via dell'esilio e si stabilì a Parigi, dove coltivò e portò avanti anche i suoi interessi per la Botanica e dove rimase fino alla proclamazione del Regno d'Italia. Ritornato a Catania venne eletto deputato al primo parlamento nazionale (nella circoscrizione di Castroreale) del nuovo regno e fece poi anche parte della giunta comunale di Catania presieduta del cavaliere Antonino Alonzo. I Savoia, il 9 giugno del 1861, lo insignirono dell'ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro.

Si spense nella città etnea il 16 settembre del 1875, così come risulta dal suo Atto di morte giacente nei Registri del Atti di morte del Comune di Catania dal 1° gennaio 1866 al 31 dicembre 1875. Ancor oggi neanche una misera lapide ricorda nella città etnea questo suo nobile figlio. Solo il poeta Mario Rapisardi dettò per lui una targa-iscrizione nel 1885 che però non è stata mai realizzata: “A Giacomo Sacchero anima gentile di poeta e di cittadino, / che gli ozii dolorosi dell'esilio decenne/ consolò con lo studio dei fiori/ e con i fiori della poesia, / la patria non immemore/pone questo ricordo.”

Fra i libretti più significativi e degni di considerazioni del librettista catanese ne andrebbero ricordati almeno due, la Caterina Cornaro e L'Ebrea. La prima, scritta per Gaetano Donizetti, dopo aver debuttato il 18 gennaio 1844 al Teatro San Carlo di Napoli, ogni tanto viene ripresa riproposta in qualche parte d'Italia e d'Europa. Quest'anno infatti il melodramma, in un prologo e due atti, sarà presente al Festival Donizetti 2025 di Bergamo nei giorni 14, 20 e 30 novembre. La seconda invece, scritta per il conterraneo Giovanni Pacini e rappresentata per la prima volta alla Scala il 27 febbraio 1844, poi il 17 novembre 1848 al teatro Principal di Barcellona, non è stata mai più ripresa in tempi moderni e di essa non esiste a tutt'oggi una registrazione completa.

Giovanni Pasqualino

27/8/2025