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direttore editoriale Giovanni Pasqualino editeoreedito_


 

 

 


 

EDITORIALE

1/2/2023


Aimez vous Brahms?

Ha lasciato scritto Romain Goldron nel suo volume Johannes Brahms “il vagabondo” il seguente delizioso giudizio sull'arte del compositore tedesco: “La musica di Brahms è un rimpianto inconsolabile di un paradiso perduto, il ricordo sfumato, annebbiato di una felicità antichissima e lontanissima […] La sua musica tende all'immobilità, all'arresto di ogni movimento, al silenzio estasiato del visionario; quasi in tutte le sue opere c'è un momento in cui gli sviluppi improvvisamente si allargano, le linee si perdono a poco a poco, sfumano, tutto sembra fermarsi.”

Alla semplice domanda Aimez vous Brahms? che per cortocircuito semantico ci riporta alla mente la frasetta, che è il titolo dell'omonimo romanzo di Françoise Sagan, pronunciata dal giovane protagonista senza alcun intento estetico-musicale ma solamente per “agganciare” l'attenzione di una bella signora e “rimorchiarla”, si potrebbe rispondere in modo perentorio che l'amore per un compositore può sgorgare e mantenersi solo e solamente se sostenuto da delle buone esecuzioni delle sue musiche, come è avvenuto per l'appunto in occasione del concerto del 27 gennaio 2023 (replica il 28) facente parte della stagione sinfonica del teatro Bellini di Catania.

Una serata interamente dedicata alle creazioni del grande amburghese che evidenziavano già nel programma due significative e particolari partiture, vale a dire il Concerto in re minore per pianoforte e orchestra op. 15 e l'imponente Sinfonia n. 4 in mi minore per orchestra op. 98. Il primo brano, in tre movimenti (Maestoso-Adagio-Rondò), appartiene al periodo giovanile e si distingue per la peculiarità del suo contenuto romantico assolutamente equilibrato e legato ad un profondo classicismo della forma che fa di questa composizione una vera e propria sinfonia concertante per pianoforte e orchestra. Mentre la quarta Sinfonia appartiene al periodo produttivo della piena maturità e sua peculiarità è quella di rappresentare il vertice dell'arte sinfonica brahmsiana e di esibire uno spettacolare finale (Allegro energico e appassionato) costituito da trentacinque variazioni su un tema di Passacaglia.

La pianista coreana Ilia Kim ha interpretato la parte solistica del concerto in modo davvero impeccabile, mettendo in campo una tecnica tanto efficace quanto funzionale all'espressività dirompente della partitura, specialmente nel 2° tempo (Adagio), porto all'uditorio con intensa e struggente partecipazione emotiva. L'orchestra del nostro teatro, guidata con gesto ampio, sicuro e molto estroverso dal dotato e versatile Martinš Ozolinš ha accompagnato con estrema cura e accorta misura delle sonorità. Ai calorosi ed entusiastici applausi del folto pubblico intervenuto l'eccellente interprete ha risposto con una splendida esecuzione del brano di Franz Liszt Un sonetto di Petrarca (104).

Nella conduzione della quarta Sinfonia il giovane artista lettone ha confermato le sue eleganti e raffinate qualità già evidenziate nella prima parte della sua estrosa e accattivante esibizione.

Giovanni Pasqualino

 

 

 

 

 


La

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