RECENSIONI
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direttore responsabile _ Giovanni Pasqualino_


 

 

 

 


 

Danze in stile antico

dirette da Claudia Patanè

Il Festival internazionale del Val di Noto Magie Barocche 2016, giunto alla sua sesta edizione, ci offre come è sua consuetudine anche quest'anno concerti di ottima qualità, evidenziando come sempre l'alta professionalità ed i rilevanti interessi e gusti culturali del suo direttore artistico prof. Antonio Marcellino, che riesce sempre a dar vita a stagioni musicali molto stimolanti, avvincenti.

Così lunedì 31 ottobre, presso il salone delle feste di Palazzo Biscari a Catania, abbiamo assistito ad un delizioso concerto il cui programma esibiva la Suite dall'opera Abdelazer or the Moor's Revenge di Henry Purcell (Ouverture, Rondeau, Air, Air, Minuet, Air, Jig, Hornpipe, Air); le Antiche Danze ed arie per liuto (Italiana, Arie di Corte, Siciliana, Passacaglia) di Ottorino Respighi, in una libera trascrizione per orchestra d'archi, ed infine Aus Holbergs Zeit (Dai tempi di Holberg) op. 40 (Praeludium, Sarabande, Gavotte, Air, Rigaudon) di Edvard Grieg.

L'orchestra da camera era composta dai violini primi Vito Imperato, Adriano Murania, Aldo Ferrente, Federica Mosa; dai violini secondi Alessio Nicosia, Aldo Piazzese, Giovanni Cucuccio, Rossella Mandrà; dalle viole Luigi de Giorgi, Simone Paradiso, Francesca Irene Marletta; dai violoncelli Antonio Di Credico, Alessandro Longo, Gerardo Maida, e dal contrabbasso Davide Galaverna.

A dirigere la gagliarda compagine strumentale è stata la ventottenne Claudia Patanè, emergente direttore d'orchestra della scena musicale contemporanea, che qualche anno addietro avevamo avuto già modo di ascoltare e apprezzare. La brava artista, perfezionatasi con Donato Renzetti che l'ha definita: “Il più interessante talento direttoriale della sua generazione”, ha dimostrato di possedere delle notevoli doti di lettura ed esegesi della partitura, riuscendo a far emergere da ogni brano eseguito lo spirito peculiare dell'epoca nel quale era stato concepito, composto ed eseguito.

Il suo gesto sicuro e preciso ma nel contempo morbido e flessuoso riusciva a fare da energico e lucido intermediario emotivo fra la compagine orchestrale ed il foltissimo pubblico intervenuto, riuscendo a creare uno stream of consciousness dal quale si eviscerava una profonda sensibilità ed una quasi visionaria musicalità tendente ad una riadeguazione allo spazio-tempo contemporaneo delle musiche d'epoca eseguite. A ciò va aggiunto l'equilibrato dosaggio delle sonorità e lo specifico amalgama dei timbri fra i vari archi che riuscivano a fondersi magistralmente con la splendida acustica della sala. Insomma una performance di musiche barocche di notevole e raffinata caratura.

Giovanni Pasqualino

1/11/2016