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direttore responsabile _ Giovanni Pasqualino_


 

 

 

9/4/2016

 

 


 

Enrico Cavacchioli

Il futurista siciliano che scriveva libretti d'opera

Enrico Cavacchioli, di cui quest'anno ricorre il 140° anniversario della nascita, avvenuta a Pozzallo il 15 marzo del 1885, morì a Milano il 4 febbraio 1954. Fu poeta, giornalista, commediografo e fin da giovinetto frequentò gli ambienti letterari meneghini dove compì anche i suoi studi. Fu fra i primi firmatari del Manifesto Futurista del 1909 e venne anche incluso nella prima Antologia marinettiana. In seguito si allontanò alquanto dal movimento futurista, assorbendo sempre più moduli dannunziani e crepuscolari. Scrisse alcune raccolte di versi, L'incubo velato (1906), Le ranocchie turchine (1909), Cavalcando il sole (1914). Come commediografo produsse parecchi lavori cercando di creare un tipo di teatro avanguardistico da contrapporre alla commedia di carattere borghese che confluì nel così detto Teatro del Grottesco . Espressione di quest'ultimo furono i titoli Le campane d'argento (1913) L'uccello del paradiso (1920), Quella che t'assomiglia (1920), Pierrot impiegato del lotto (1920), La danza del ventre (1921), Il cammello (1922), Allegoria della primavera (1923), Pinocchio innamorato (1924), La corte dei miracoli (1925), Il cerchio della morte (1926), L'oasi (1936).

Antonio Gramsci, recensore sull'Avanti delle cronache teatrali dal 1916 al 1920, dedicò alla produzione drammaturgica di Cavacchioli due recensioni. La prima del 20 marzo 1919 sulla commedia in tre atti L'uccello del Paradiso data al teatro Carignano di Torino e la seconda del 27 novembre 1919 data al teatro Alfieri dalle stessa città dal titolo Quella che t'assomiglia. Nell'incipit della prima recensione Gramsci designa Cavacchioli fra gli autori più rappresentativi della produzione drammaturgica italiana dell'epoca, pur cogliendone limiti e carenze: “Il teatro modernissimo italiano (Pirandello, Antonelli, San Secondo, Veneziani… e Cavacchioli) risulta in gran parte da un piccolo errore: questi autori, nello studio della bellettristica inglese, volendo arrivare a Bernard Shaw, si sono smarriti nel dedalo delle avventure di Sherlock Holmes…in ogni loro commedia l'intrigo è ordito per lumeggiare le sublimi facoltà di intuizione critica di un poliziotto dilettante: le avventure ideali si connettono per ragione filata, si sviluppano con ritmo sicuro, si intrecciano, si accavallano, si mescolano, unite sempre da una sottile bava di ragno, sulla quale un folletto danza gioiosamente, caprioleggiando, rischiando triplici e quadruplici salti mortali, per ricadere sempre in piedi, gentile, fresco, ilare, smorfieggiante a destra e a manca per esporsi e proporsi all'ammirazione universale.”

Cavacchioli fu anche direttore dei giornali Il mondo, Comoedia, L'llustrazione italiana e de La Gazzetta di Parma oltre che autore anche dei due romanzi Vamp (1930) e Serenata celeste (1932).

L'estroso scrittore ci ha lasciato altresì parecchi libretti per musica fra i quali vanno menzionati il dramma lirico Gli zingari, argomento tratto dal poema omonimo di Pu š kin, in collaborazione con Gaetano Emanuel Calì, per la musica di Ruggero Leoncavallo. La prima ebbe luogo a Londra il 16 settembre 1912. Seguirono poi l'atto unico Marken del 1913 per la creatività del compositore catanese Gianni Bucceri ma che debutterà dopo la Grande Guerra solo il 14 marzo del 1920 al Teatro Comunale Verdi di Trieste, ottenendo un trionfo eccezionale e venendo rappresentato per quindici sere consecutive. Cavacchioli scrisse anche i versi del poema drammatico in 3 atti Ave Maria, in collaborazione con Luigi Illica, per la musica ancora di Ruggero Leoncavallo e pubblicata da Sonzogno nel 1915. Seguirono poi il libretto Ranocchi al chiaro di luna per Franco Casavola nel 1920 e I fuochi di San Giovanni argomento tratto da H. Sudermann per la musica di Ezio Camussi, dramma lirico rappresentato al Teatro Dal Verme di Milano il 27 marzo 1920. Seguì il Guerrin Meschino , leggenda medievale per marionette musicata da Adriano Lualdi e messa in scena a Roma presso il Teatro dei Piccoli nel novembre 1920, mentre Il Donzello sempre per Camussi è rimasto incompiuto. L'attività di librettista di Cavacchioli è ricordata da Carlo Shmidl nel suo prezioso Dizionario Universale dei Musicisti.

Giovanni Pasqualino

7/3/2025