RECENSIONI
-

_ HOMEPAGE_ | _CHI_SIAMO_ | _LIRICA_ | _PROSA_ | _RECENSIONI_| CONCERTI | BALLETTI_|_LINKS_| CONTATTI

direttore responsabile _ Giovanni Pasqualino_


 

 

 

 


 

Debutta al giardino Bellini di Catania

la sesta edizione del Bellini International Context

Martedì 15 settembre, presso il piazzale grande del Giardino Bellini di Catania, ha esordito la sesta edizione del Bellini International Context con un concerto di musiche dedicate a Vincenzo Bellini e Gaetano Donizetti dal titolo La disfida di Parigi. A fare da filo conduttore storico-musicologico allo spettacolo un interessante testo redatto dal Prof. Giuseppe Montemagno, declamato con spigliata disinvoltura e vivacità dall'attore Gaetano Aronica. L'inaugurazione, dedicata in memoriam al direttore d'orchestra messinese Antonio Fogliani, prematuramente scomparso lo scorso 29 agosto all'età di soli cinquant'anni a causa di una grave malattia, è stata preceduta dai saluti istituzionali di una rappresentante della Regione Siciliana e dagli auguri porti dal Sovrintendente del Teatro Massimo Bellini Giovanni Cultrera di Montesano a nome dell'orchestra, del coro e delle maestranze della prestigiosa istituzione musicale etnea. Quest'ultimo ha anche ricordato come la musica del Cigno catanese si irradi in tutta la sua bellezza, splendore e magnificenza non solo nei territori nazionali ed europei ma anche mondiali, divenendo veicolo e canale di diffusione culturale oltre che implemento turistico di notevole ritorno non solo estetico – artistico ma anche e soprattutto socio – economico non solo per la città di Catania ma per tutta l'isola.

I Puritani di Bellini debuttarono al Thèâtre de la Comédie Italienne il 24 gennaio del 1835 mentre il Marin Faliero di Donizetti esordì nel medesimo teatro poco meno di un mese e mezzo dopo e cioè il 12 marzo. Altra coincidenza fu che entrambi i melodrammi si avvalsero dei medesimi cantanti protagonisti, pertanto il confronto fra le due partiture diventò inevitabile creando all'epoca una certa rivalità fra i due grandi compositori, rivalità testimoniata esplicitamente in una lettera spedita da Bellini il 1° aprile del 1835 da Parigi a Catania allo zio Francesco Ferlito: “…Dunque alla prova generale gli fecero applausi immensi, tanto che io mi trovava con Rossini in un palco e ridemmo ambidue di questo furore, mentre l'opera in tutte le prove era stata condannata a viver poco, pochissimo; perché è la peggiore di quante ne ha composte sin ora Donizetti…”. Per quanto possa apparir crudo e poco generoso il giudizio del compositore catanese tuttavia si manifestò oggettivamente concreto, realistico, plausibile e verosimile, in quanto I Puritani li ritroviamo ancora ai giorni nostri in tutti i cartelloni lirici del mondo mentre il Marin Faliero è oramai pressoché passato nel dimenticatoio.

Il programma prevedeva quattro brani tratti dall'opera belliniana e cinque da quella donizettiana. Il soprano Jessica Pratt, le cui doti artistiche già avevamo avuto modo di apprezzare in altre occasioni, ha esibito la sua splendida tecnica vocale unita ad un sapiente presa di voce e ottimo controllo e dosaggio delle sonorità nell'aria “Ah rendetemi la speme” con relativa cabaletta “Vien diletto, è in ciel la luna” da I Puritani e nella scena e aria di Elena da Marin Faliero “Tutto or morte, oh dio, m'invola! – Dio clemente, ah mi perdona – Fra due tombe, tra due spettri”. Buona la prova offerta dal tenore Dmitry Korchak parecchio a suo agio sia nell'aria “A te o cara” da I Puritani sia nella cavatina di Fernando daMarin Faliero “No, no di abbandonarla – Di mia patria bel soggiorno – un solo conforto”, anche se non è riuscito ad evitare qualche forzatura nella zona acuta. Il basso Carlo Lepore nell'aria di Giorgio “Cinta di fiori e col bel crin disciolto” riusciva ad imprimere con la sua vocalità penetrante e la sua solida timbratura tutto il profondo pathos contenuto nella cullante melodia belliniana. Adeguate e corrette le interpretazioni del soprano Claudia Caraulo, del tenore Ivan Tanushi, del baritono Italo Proferisce e del basso Gaetano Triscari.

Il coro, preparato con sicura abilità e professionalità da Massimo Fiocchi Malaspina, riusciva a ben coordinarsi e connettersi con l'orchestra del Teatro Bellini diretta con tratto garbato e distinto da Sergio Alapont, conduttore dalla lettura puntigliosa e scrupolosa delle partiture per quanto riguarda la dinamica e l'agogica ma non sempre omogenea ed equilibrata per quanto concerne certi stacchi ed andamenti ritmici. Numeroso il pubblico convenuto alla serata, fra il quale era anche presente il sindaco di Catania Enrico Trantino, che ha tributato agli artisti aperti e calorosi consensi.

Giovanni Pasqualino

16/9/2026

La foto del servizio è di Giacomo Orlando.