RECENSIONI
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direttore responsabile _ Giovanni Pasqualino_


 

 

 

 


 

Il Quinto Moschettiere

al Teatro Sangiorgi di Catania

Martedì 17 febbraio (repliche 18 e 19) al teatro Sangiorgi di Catania è stata presentata in prima esecuzione assoluta l'opera da camera in un prologo, otto scene e un epilogo Il quinto moschettiere, libretto di Vincenzo De Vivo, musica di Matteo Musumeci. L'azione si svolge a Parigi nel secolo XVII (dopo la presa della roccaforte de La Rochelle, avvenuta nel 1628) e trae spunto del celebre e celebrato romanzo di Alexandre Dumas padre nel 1844 I tre moschettieri, concentrandosi su travestimenti ed agnizioni che investono lo scambio di funzioni e d'identità uomo-donna, accostandosi con estrema sensibilità e originalità a tale problematica del mondo contemporaneo che verrà suggellata da una significativa quartina dell'Epilogo: “La storia la scrivono gli uomini, ma/le donne la sanno cambiar./Vedrete che, un secolo e mezzo da qua,/ un'altra eroina verrà.”

La regia di Davide Garattini Raimondi ha saputo mettere in coerente e compatta relazione funzionale canto, musica, movimenti scenici e gestualità riuscendo a creare una simbiosi efficace per la riuscita dell'intero spettacolo. Scene e luci dello scenografo Paolo Vitale contribuivano ad imprimere vivacità e dinamicità oltre che a definire con perizia spazi e perimetri all'interno dei quali si sviluppava il plot. I costumi di Giovanna Giorgianni si palesavano colorati e flessuosi, in ogni caso assolutamente pertinenti e congruenti al periodo storico illustrato.

Il libretto di Vincenzo De Vivo ci è apparso scritto in un linguaggio abbastanza fluido, moderno e leggero eccezion fatta per qualche ricorrenza di distici in rima baciata che ricalcavano moduli un po' vetusti e desueti tipici del melodramma ottocentesco. La musica di Matteo Musumeci, che si è esplicitata sempre all'interno dei moduli tonali della musica tradizionale, ha rivelato temi e motivi sempre godibili, gradevoli e orecchiabili, specialmente quando si sposavano a ritmi di Samba e di Valzer.

Il coro del Teatro Massimo Bellini, preparato con cura da Massimo Fiocchi Malaspina, ha concorso con i suoi puntuali e accurati interventi alla riuscita della rappresentazione, così come l'orchestra, sempre del nostro teatro, guidata con mano lieve, leggera e morbida da Domenico Schiano Lo Moriello.

Il mezzosoprano Albane Carrère ha dimostrato grande abilità sia vocale che attoriale esibendosi nei diversi ruoli di Mademoiselle Françoise, Montauban de Jarjayes/Oscar Montauban de Jarjayes. La sua efficace e proteiforme prestazione ne ha fatto il cardine portante dell'intera produzione. Adeguati nei loro rispettivi ruoli il tenore Ivan Tanushi (Porthos), il baritono Italo Proferisce (Athos) e il basso Ugo Guagliardo (Aramis). Applausi entusiastici e calorosi del foltissimo pubblico intervenuto allo spettacolo.

Giovanni Pasqualino

19/2/2026