Canti e musiche del ciclo natalizio al Centro-Sud
Oralità, scrittura, permutazioni
I nove contributi presenti, insieme a due approfondimenti, nel volume dal titolo Canti e musiche del ciclo natalizio al centro-sud, curato da Francesca Piccone e pubblicato per Edizioni Kirke nel 2025, oltre che avvicinare lo studioso e il lettore tout court ai repertori musicali popolari di un'ampia area geografica del nostro Paese, aprono a nuove prospettive sia in campo musicologico che etnomusicologico, non scevre di uno sguardo multiplo ed antropologico. Se il tema riporta al Tempus Nativitatis - periodo dell'anno liturgico dedicato alla celebrazione della nascita di Gesù - la presenza della musica contribuisce a far percepire gli eventi ad esso associati all'interno di un grande ‘laboratorio' in cui trovano dimora fusioni e contaminazioni di elementi sacri e profani.
Il libro rappresenta il risultato della Giornata di Studi organizzata dalla Pro Loco di Avezzano (L'Aquila), patrocinata all'interno del progetto Canti e musiche del ciclo natalizio nelle tradizioni popolari. Un lavoro, come vedremo a breve, di valore e meritorio di consensi, come confermato anche nella Prefazione da Luca Aversano (responsabile del progetto, promosso dal Teatro Palladium dell'Università Roma Tre).
All'interno delle 208 pagine troviamo la convergenza di ricerche a cura di alcuni studiosi italiani che si occupano in particolare di specifici ambiti come si evince dal variegato corpus diviso in tre parti distinte.
Quasi in apertura di scena Il Natale partenopeo tra sacro e scena nei secoli XVII-XVIII. Il lettore, grazie ai tre interessanti saggi di Paologiovanni Maione, Francesca Seller e Antonio Dell'Olio, può avvicinarsi ad alcuni significativi aspetti legati all'improvvisazione, al teatro in musica, ed altro ancora come l'interessante partitura della Cantata Pastorale di Giacomo Maraucci (Maione) svelando altresì personaggi come il palermitano Andrea Perrucci (Seller) o il pugliese Gaetano Veneziano (Dell'Olio). La parte centrale Fonosfere natalizie al Centro-Sud presenta una serie di lavori che coinvolgono Sergio Bonanzinga, Mauro Gioielli, Barbara Filippi, Valerio Latino e Marco Castellucci. Trattasi di ricerche intorno alle tradizioni di un'area geografica comprendente la Sicilia, il Molise, Trasacco (AQ), Pietracamela (TE) evidenziando una serie di riferimenti utili per accostarsi a particolari repertori musicali. Tra questi non sfugge il brano dal titolo La Sordamuta che, grazie alla trascrizione indicativa per quattro campane (Filippi), attraverso il solo utilizzo degli intervalli di quarta (diatessaron), sembra alludere all'idea arcaica di una sintesi armonica e teologica allo stesso tempo.
Conclude questa parte la Redazione di schede dei canti a cura dell'Associazione Corale Polifonica “Giuseppe Corsi” di Celano (AQ). Non passa inosservato il brano La ninna dei pastori del frate e compositore, nativo di Casalbordino, Settimio Zimarino. Nell'ultima sezione, intitolata Fonosfere del Natale migrante, l'attenzione si sposta verso la contemporaneità attraverso i riti e l'indagine di alcune forme musicali.
Se a Domenico Di Virgilio è affidato il compito di scandagliare intorno alla piccola comunità arbëresh di Villa Badessa di Rosciano (PE), ad Alessandro Cosentino quello di esplorare i repertori di alcuni gruppi di immigrati nelle chiese romane.
Non potevano mancare gli strumenti musicali della tradizione popolare come la zampogna, la ciaramella, il fiscarello che - unitamente ad altri meno noti come il cìmmulu («cerchietto, munito di piattini e sonagli») la sordellina molisana, una zampogna a triplo chanter o il bufù («tamburo a frizione molisano») - fanno percepire nel modo più vibrante l'autentica atmosfera di un immaginario natalizio dalle mille sfaccettature.
Scorrendo le pagine da un lato emerge l'unione culturale con le tradizioni, dall'altro è l'umiltà e l'umanità a prevalere, soprattutto quando si è sfiorati dai rintocchi delle campane al punto da immaginare il dialogo tra l'emozione interiore e le celebrazioni esteriori che in alcuni casi sembra proiettare il lettore in una comunicazione tra cielo e terra.
Ad arricchire il volume è la presenza di testi, appendici, immagini di vario tipo, partiture ed altri esempi musicali, compresi i QR Code per fruire di contenuti audio-video tanto che, nell'attento e coerente lavoro della curatrice, tutte le parti (il canto, il suono dei pastori, i vari idiomi e tradizioni), oltre che fondersi in un unico crogiolo, concorrono a diventare tessere di un mosaico artistico intento a recuperare aspetti di una cultura sempre più meritevole di attenzione.
Salvatore Dell'Atti
2/3/2026
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