La traviata
al Teatro Antico di Taormina 
Domenica 17 agosto 2025, presso la magnifica cornice del Teatro Antico di Taormina, ha avuto luogo la rappresentazione dell'opera in tre atti La Traviata nel nuovo allestimento realizzato da Enrico Castiglione. Quest'ultimo, che ha curato regia, scene e luci dello spettacolo, è riuscito a rendere in modo tanto efficace quanto essenziale lo spirito del capolavoro verdiano riuscendo a far sì che l'estrema scarnificazione delle scene non fosse mai di disturbo o distrazione alla musica, anzi ne esaltasse ancor più espressione e pregnanza. Va inoltre sottolineato l'uso sagace delle luci che riuscivano di volta in volta a ridefinire e creare spazi diversi, a scolpire movenze, contornare gestualità e stati emotivi dei personaggi. La scena finale ci è parsa poi eminentemente suggestiva, scena nella quale Violetta è posta all'interno di un enorme cuore fatto di camelie bianche, fiori con i quali intendeva richiamare alla memoria degli spettatori proprio il romanzo di Alexandre Dumas figlio La dame aux camélias da cui il librettista Francesco Maria Piave trasse il testo per il melodramma. Tale cuore, che nelle intenzioni del regista intendeva simboleggiare in modo palpabile le speranze e illusioni d'amore della giovane, verrà poi dilaniato, lacerato e affranto dalla cruda realtà del conformismo perbenista borghese. La bellezza di tale cuore floreale verrà poi deturpata e letteralmente presa a calci dalla donna, sicuramente per alludere in modo quanto mai cogente all'amara disillusione che segue al frantumarsi delle speranze di Violetta e alla sua disperata non accettazione di una morte prematura a causa della tisi.
Il soprano Besa Llugiqi (Violetta), da noi ascoltato per la prima volta dal vivo, ha esibito sin dall'inizio una vocalità nitida e trasparente provvista di buone capacità tecniche, disinvolta musicalità, ottimi filati, un'efficace zona media e una dizione sempre chiara e fluida. Il tenore Raffaele Abete (Alfredo), pur non possedendo grande potenza sonora ha interpretato con estrema eleganza e morbidezza l'intera tessitura scritta per il suo ruolo, ben delineando i tratti dell'innamorato vittima delle convenzioni sociali. Particolarmente efficace la sua prestazione nell'aria “De' miei bollenti spiriti”. Il baritono Gangsoon Kim è stato un Giorgio Germont compito, garbato e quasi impeccabile, sfoderando un vocalità piena, rotonda e nello stesso tempo morbida e vellutata, ela sua interpretazione dell'aria “Di Provenza il mare, il suol” ha riscosso applausi a scena aperta. Buona e adeguata al suo ruolo l'esibizione del mezzosoprano Lara Rotili nella parte di Flora. Va sottolineato che tutti gli artisti si sono esibiti senza microfoni e senza amplificazioni.
Il cast veniva completato da Luciano Buono (Gastone), Elena Sciancalepore (Annina), Natale Calafiore (Barone Douphol), Fulvio Bumbalo (Marchese D'Obigny), Francesco Palmieri (Dottor Grenvil), e Sergio La Spina, Fabio La Monica e Domenico Oliva. L'Orchestra del Taormina Opera Festival è stata diretta con sobrietà dal maestro Stefano Vignati. Il coro è stato addestrato e preparato dal maestro Pietro Valguarnera mentre la compagnia di danza Koreos si è avvalsa delle coreografie di Dario Biuso. Buona l'affluenza del pubblico allo spettacolo, specialmente di turisti stranieri, pubblico che ha tributato prolungati e calorosi applausi agli artisti e in modo particolare alla protagonista.
Giovanni Pasqualino
18/8/2025
La foto del servizio è di Domenick Giliberto.
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