RECENSIONI
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direttore responsabile _ Giovanni Pasqualino_


 

 

 

 


 

Un Donizetti comico

al Cortile Platamone di Catania

L' opéra-comique in un solo atto di Gustave Vaëz Rita, ou le mari battu, (nota anche come Deux hommes et une femme) musicata da Gaetano Donizetti si sviluppa attorno ad una trama tanto semplice quanto ilare che vede la protagonista eponima, energica ostessa di una taverna svizzera, tormentare, angariare e picchiare diuturnamente il mite e bonario Beppe, suo secondo marito. In realtà Gasparo, primo coniuge dell'intrattabile e lunatica donna, ritenuto morto in un naufragio, è invece ritornato nel paesino svizzero, dove è ambientata la vicenda, solo per distruggere il suo atto di matrimonio e poter poi convolare a nuove nozze in Canada. I due uomini faranno a gara per sbarazzarsi della bisbetica e manesca donna e alla fine se la giocano alla morra, e chi perde se la dovrà tenere. Gasparo avrà la meglio e pertanto la donna rimarrà al buon Beppe al quale però il primo consiglierà di diventare più duro e meno cedevole verso i capricci e le prepotenze di Rita.

L'operina si sviluppa nella sua struttura in otto numeri, rispettivamente un'aria per ognuno dei tre personaggi, tre duetti, un terzetto e un finale. Il delizioso, spensierato e ilare cammeo, composto nel 1841, rimase ineseguito durante la vita del compositore bergamasco e oltre, finché venne rappresentato per la prima volta il 7 maggio del 1860 all'Opéra-Comique di Parigi ottenendo, come risulta dalle cronache dell'epoca, un successo davvero strepitoso, mentre in Italia venne messo in scena per la prima volta al palazzo Cassano di Napoli il 18 maggio del 1876.

L'edizione di Rita presentata sabato 19 settembre 2026 nell'ampio e suggestivo cortile del quattrocentesco palazzo Platamone di Catania, all'interno della programmazione della sesta edizione del Bellini International contest, è stata offerta al numeroso pubblico intervenuto nella versione ritmica e in lingua italiana curata e approntata da Enrico Colosimo nel 1952.

La scene colorate e briose di Arcangelo Mazza si evidenziavano parecchio funzionali alla rappresentazione esibendo sulla sinistra un bancone di osteria per la mescita del vino, al centro alcuni tavoli e sulla destra un letto atto a rappresentare la zona per alloggiare la clientela. Parecchio efficaci nel delineare gli spazi del palcoscenico erano le luci di Gaetano Mela, mentre i costumi di Giulio Leone apparivano rifiniti in modo davvero elegante. La regia di Davide Garattini Raimondi ha saputo far erompere dall'atto unico tutta la verve , la tenerezza, la bonaria, spensieratezza, la comicità del delizioso divertissement.

A dirigere l'orchestra del Teatro Massimo Bellini di Catania è stato Giuseppe Aprea che con la sua conduzione ha saputo far riecheggiare con chiarezza dalla partitura i motivi popolareschi, emergenti talvolta su un ritmo di barcarola, talaltra su quello della mazurka all'interno dei quali affiorava anche come eco lontana la reminiscenza del montanaro Jodler.

Tre i protagonisti vocali, il soprano Mihaela Marcu (Rita), il tenore Ivan Tanushi (Beppe), il baritono Italo Proferisce (Gasparo) i quali hanno assolto al loro compito con bravura e professionalità. Da segnalare in particolare la disinvoltura, la spigliatezza e la freschezza con la quale hanno affrontato e cantato il terzetto e il finale.

Giovanni Pasqualino

21/9/2026

La foto del servizio è a cura del Bellini International Context.