RECENSIONI
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direttore responsabile _ Giovanni Pasqualino_


 

 

 

 


Mario Galeani al Teatro Antico di Taormina

Giovedì 29 agosto il Teatro Antico di Taormina ha ospitato il recital del bravo pianista messinese Mario Galeani, il quale ha riscosso non pochi consensi dal pubblico convenuto. Il programma esibiva il Notturno in re bemolle maggiore op.27 n. 2 e la Ballata n. 1 in sol minore op. 23 di Fryderyk Chopin; l' Isoldes Liebestod dal Tristano e Isotta di Wagner nella elaborazione di Franz Liszt; la Parafrasi da concerto sul Quartetto del “Rigoletto” di Franz Liszt; Milonga del angel e Adios Nonino “Tango – Rhapsody” di Astor Piazzola e Three Preludes dal Songs Book di Gorge Gershwin. L'esibizione di Galeani ha messo in campo un fraseggio ricercato, tecnica ben compatta e funzionale ai brani, raffinate capacità espressive atte a far congruentemente emergere il mondo emotivo proprio di ogni autore eseguito.

In verità la resa fonica e timbrica del pianoforte Yamaha, sul quale il valente interprete ha eseguito i brani, non si contraddistingueva certo per altissime qualità sonore, anzi sarebbe forse da precisare come lo strumento ne abbia alquanto limitavo e circoscritto l'espansività lirica ed elegiaca, specie nei brani chopiniani, dove la vibrazione specie della zona grave risuonava secca, sorda e alquanto priva di quel pathos drammatico che dovrebbe contraddistinguerla. Certo lo strumento si mostrava più adatto alle esecuzioni di musica moderna e contemporanea, in quanto ne supportava meglio cadenze armoniche e scansioni ritmiche più percussive meno morbide e delicate.

Ai calorosi e vibranti consensi degli astanti Mario Galeani ha risposto con l'esecuzione di un brano di Gorge Gershwin e con Träumerei (sogno), celebre pagina di Robert Schumann tratta dai Kinderszenen op. 15.

Bisogna segnalare come l'alta professionalità e l'acuta sensibilità musicale del pianista siciliano lo abbiano portato anche ad essere invitato a registrare con la Royal Philarmonic Orchestra di Londra l'integrale dei cinque concerti per pianoforte e orchestra di Ludwig Van Beethoven.

Giovanni Pasqualino

1/9/2013