RECENSIONI
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direttore responsabile _ Giovanni Pasqualino_


 

 

 

 


 

Vincenzo Moscuzza,

il musicista siciliano che querelò Giuseppe Verdi

Vincenzo Moscuzza nacque a Siracusa il 7 ottobre del 1821 e mostrò fin da bambino inclinazione alla musica, tanto che il suo primo insegnante fu il padre Luigi, compositore dilettante. In seguito si recò presso il Conservatorio San Pietro a Maiella di Napoli dove completò i suoi studi sotto la guida di Saverio Mercadante. L'opera che diede al compositore aretuseo buona fama fu Stradella, trovatore del 1600, tragedia lirica in un prologo e due atti su versi di Federico Quercia, eseguita per la prima volta il 31 luglio 1850 nella ricorrenza del “Fausto giorno natalizio di Sua Maestà Teresa D'Austria Regina del Regno delle due Sicilie” al teatro San Carlo di Napoli. La partitura era stata prescelta fra le undici partecipanti per commemorare degnamente l'evento ed è oggi conservata assieme ad altre opere del maestro, nella Biblioteca del Conservatorio San Pietro a Maiella. La trama ha il suo inizio sulle rive del lago di un piccolo paese svizzero. Mentre si appresta un temporale un gruppo di montanari scorge una barchetta con a bordo alcune persone e non senza qualche sforzo e correndo dei pericoli esso riesce a salvare i viaggiatori. Fra costoro è Matilde che, contravvenendo alla volontà paterna, è fuggita da casa con l'intenzione di raggiungere l'amato Alessandro Stradella. Ricongiuntosi con la donna egli canta il suo dolore per l'avversa sorte che costringe la coppia lontana da Venezia (Romanza: Tu nata in ciel sereno). Matilde che intanto si è ripresa dalla stanchezza del viaggio, felice per avere ritrovato il suo uomo, intona con lui un duetto d'amore tenero e dolce: (Un'altra volta l'etere). Giungono in incognito nel paesino un gruppo di sicari guidati dal nobile Mocenigo, padre di Matilde, che intendono uccidere Stradella e riportare la giovane a Venezia. Il patrizio si dichiara pronto ad agire nella scena e cavatina (Forse di porta in porta) e nel contempo in casa di Egilda, Matilde confida all'amica il suo amore infelice e contrastato nella romanza e cavatina (Fortunato! Almeno in petto). Si presenta alla fanciulla un uomo avvolto in un mantello, è Mocenigo che l'accusa di avere tradito la fiducia paterna e la famiglia per amore di un cantore, indi le intima di lasciare per sempre il suo amante ma la giovane rivela allo stupefatto genitore di essere diventata oramai la moglie di Stradella. A queste parole l'uomo minaccia una terribile vendetta nel duetto (Colui che al padre tolse). Intanto Stradella si trova in compagnia di alcuni amici e canta accompagnandosi con l'arpa la storia del suo incontro con Matilde nella scena e romanza (O chi mi torna ai limpidi) ma all'improvviso irrompe la moglie che gli comunica preoccupata gli intenti di vendetta del padre, seguita subito dopo dallo stesso Mocenigo che, insieme ai suoi sicari, ferisce il cantore con un pugnale nella scena e terzetto (T'ascondi o vile) mentre Matilde viene rapita e trascinata via urlante e disperata (fine atto rpimo). Intanto il padre per favorire interessi propri vorrebbe costringere la figlia a sposare il potente patrizio Dandolo. Ma ecco ricomparire Stradella che, dopo essersi guarito dalle ferite è ritornato nella città lagunare per riprendersi la moglie (Coro di trovatori; Diceva in fausto annunzio). A palazzo Mocenigo intanto fervono i preparativi per le nozze ed il coro di damigelle intona i canti per il prossimo fausto evento con coro di nozze (Nuovi pensieri t'attendono) mentre Matilde vestita da sposa si emoziona e trassale al suono dell'arpa nella barcarola (ìAh ti rammenti i placidi?). Giunge Stradella che accusa la donna di tradimento mentre lei si dispera e tenta di giustificarsi affermanod di non avere mai amato nessuno oltre lui e che in realtà lo credeva morto per mano del padre e dei suoi sicari (scena nella quale canta: O ciel, almen credimi). Ma le nozze sono orami approntate e la donna, in stato quasi incosciente provocato dal dolore viene condotta in Piazza San Marco tra due ali di folla. La cerimonia sta per avere inizio quando Stradella giunge e l'accusa pubblicamente di tradimento. Matilde non regge all'emozione, prima sviene e poi lentamente muore, mentre Mocenigo piange e si pente del suo malvagio e stolto operato mentre Stradella lamenta la sua triste sorte (terzetto finale: Odi la scure pendere). Il libretto ricalca in parte la vera storia di Alessandro Stradella che morì assassinato in piazza Banchi a Genova all'età di 38 anni per mano di un sicario inviato dal nobile genovese Giovan Battista Lomellini perché probabilmente geloso della relazione avuta dal compositore romano con la cantante Barbara Agnadini detta la Romanina, della quale il nobile si era a sua volta invaghito.

Nella città partenopea vennero rappresentate anche Eufemia di Napoli (1851) seguita da Carlo Gonzaga (1857), Piccarda Donati (1862) e nello stesso anno Don Carlo infante di Spagna che registrò un magnifico successo. Quando cinque anni dopo Giuseppe Verdi mise in scena in suo Don Carlos, Moscuzza lo querelò per plagio ma la cosa finì nel nulla e il compositore siciliano in verità non fece una bellissima figura nell'ambiente musicale dell'epoca, anche perché la sua partitura, per quanto riuscita, non può certo competere con il capolavoro omonimo del geniale cigno di Busseto. Nel 1869 realizzò e fece rappresentare a Siracusa al teatro Epicarmo Gonzales Davila (1869) che ottenne un discreto successo. Il melodramma ruota sul conflitto atroce fra due fratelli che si contendono l'amore di una giovane ma la lite si rivelerà inutile perché la donna alla fine si paleserà come loro sorella. Negli ultimi anni della sua vita il compositore incorse in serie e gravi difficoltà economiche, tentò perfino di fare l'agente teatrale e si recò negli Stati Uniti dove ebbe modo di far rappresentare anche la sua opera La duchessa di Lavallier. Tornato in Italia scrisse ancora alcuni melodrammi: Francesca da Rimini, I quattro rusteghi, Manfredo, Nicolò dei Lapi. Concluse i suoi giorni a Napoli dove morì il 30 settembre 1896.

Giovanni Pasqualino

23/6/2026